Tutor Sociale: un progetto di Una Mano Per

Lo scopo dell’Associazione “Una mano per… è quello di aiutare le famiglie dove è presente un minore con disabilità. 

L’Onlus si occupa di supportare la famiglia stessa nel complicato iter legale e burocratico che dovrebbe portare a semplificare la loro situazione grazie all’attivazione di tutti i possibili sussidi e aiuti previsti dalle normative vigenti. 

Il livello culturale e la complicata vita familiare non sempre permettono, alle famiglie dove è presente un minore con disabilità di interagire con gli organi preposti. 

Il percorso di acquisizione dei diritti delle famiglie, si è concretizzato in un progetto presentato al Sodalitas Social Innovation nel 2016 col nome TUTOR SOCIALE. Il risultato è che Una Mano Per…è stata inserita fra i venti finalisti del concorso e tutt’oggi prosegue nel suo iter di sviluppo del progetto e diffusione sul territorio. 
 

NASCE COSÌ LA FIGURA DEL TUTOR SOCIALE 

“Una mano per …” grazie alla figura del TUTOR SOCIALE accompagna le famiglie con presenza di minore con disabilità, ad acquisire i propri diritti e dare consapevolezza di tutte le agevolazioni messe a disposizione dalle istituzioni preposte. 

I compiti del TUTOR SOCIALE sono quelli di analizzare il contesto territoriale per aiutare la famiglia, con presenza di un minore disabile, nella gestione degli iter burocratici per permettere a quest’ultimo di svolgere un percorso di vita adeguato. 

 Fra cui il percorso di Istruzione Obbligatoria. A ogni tutor, con il supporto di un avvocato, sono assegnati 10-15 bambini per omogeneità di territorio.  Attualmente sono stati inseriti nel progetto 40 bambini.  

Il Tutor si occupa di garantire al minore disabile l’ottenimento di tutti i diritti spettanti ai fini di legge suddividendoli in specifiche aree: 

area 1 – Vita quotidiana e tempo libero. 

area 2- Cure e terapie. 

area 3 – Inclusione scolastica. 

area 4 – In viaggio. 

Il tutor crea, con una costante e duratura presenza, un legame profondo con la famiglia e con il bambino stesso, studiando le opportunità e le migliori possibilità di gestione degli iter burocratici, nonché i luoghi più adatti ad accogliere il bambino durante il percorso di crescita. 

La famiglia e il bimbo sono costantemente seguiti e supportati. Qualora si verifichi una lesione dei diritti spettanti, i tutor si avvalgono della consulenza, senza fini di lucro, di uno dei legali dell’associazione. 

  

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LINK – AL NOSTRO SITO VITA CON UN BIMBO DISABILE  

I TUTOR REDIGONO DELLE RELAZIONI GENERALI SULLE MAGGIORI PROBLEMATICHE RISCONTRATE SUL TERRITORIO E STUTTURANO PROGETTI MIRATI ALLA RISOLUZIONE DELLE MANCANZE  EMERSE. 

Lo strumento utilizzato: Rete del Dono, una piattaforma di crowdfunding e personal fundraising che raccoglie donazioni online a favore di progetti d’utilità sociale gestiti da Organizzazioni no profit. 

Progetti correlati alle ricerche dei TUTOR SOCIALI: 

Riprogettazione del territorio secondo le esigenze emerse dall’analisi del bisogno sociale 

Diffusione della cultura dell’inclusione 

In collaborazione con l’Università di Pavia la nostra associazione partecipa all’attivazione nell’ambito del corso di laurea in Giurisprudenza di una Clinica Legale in diritti umani e inclusione sociale.  

Gli studenti che collaboreranno con la nostra associazione affiancheranno la figura del “tutor sociale”  e saranno coinvolti in incontri individuali e di gruppo con le famiglie allo scopo di arricchire la consapevolezza dei propri diritti in materia di inclusione scolastica e accessibilità. Contemporaneamente svolgeranno un lavoro di ricerca finalizzato alla redazione di un documento dal titolo Diritto leso – Azione legale. Tale documento verrà pubblicato sul nostro sito, affiancato da una campagna di comunicazione, al fine di diventare uno strumento utile per le famiglie dove cresce un minore con disabilità. 

La nostra esperienza, intervista al nostro consulente legale

TUTOR SOCIALE…work in progress 

Attualmente il progetto, a livello economico, viene gestito nel seguente modo: il “TUTOR SOCIALE” e l’avvocato si dedicano ai bambini con disabilità, totalmente in maniera volontaria, senza percepire un corrispettivo economico. L’impegno e la responsabilità che si prendono andrebbero però inquadrati economicamente.  

Il progetto è stato pensato, nelle sue fasi iniziali, a 360 gradi e in maniera innovativa: un’App di localizzazione dei luoghi inclusivi ed accessibili  

La distribuzione degli aiuti attraverso vari enti statali, le procedure burocratiche per la gestione scolastica, i ricoveri e la presa in carico per i controlli medici, la vita quotidiana ostacolata da un territorio spesso inadatto,  nessuno si è mai assunto l’onere di far chiarezza e aiutare le famiglie che si trovano a crescere un bimbo con disabilità. L’APP che dovrebbe mappare il territorio attuerebbe un lavoro di ricerca e visibilità su quello che già esiste e funziona,  quello che dovrebbe essere modificato o creato a ogni livello di necessità. L’approccio innovativo del TUTOR SOCIALE accompagnerebbe le famiglie a gestire al meglio le dinamiche della disabilità e sfruttare le risorse che lo Stato mette a disposizione con la giusta consapevolezza.  

Nella nostra visione, questa APP dovrebbe essere concepita in modo che sia appetibile anche e soprattutto per gli enti, che siano essi pubblici o privati, e i luoghi localizzati. Il voler essere parte di una comunità inclusiva dovrebbe essere elemento di orgoglio per loro. 

Inoltre, il TUTOR è una figura estremamente competente. Le conoscenze in possesso dei nostri attuali TUTOR sono state acquisite con l’esperienza sul campo e con studio della materia in maniera individuale. Il TUTOR conosce il mondo della disabilità, e tutto quello che le ruota intorno, da vicino. Ovviamente, queste figure devono essere formate adeguatamente con corsi professionalizzanti prima di poter ricevere un inquadramento economico

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