Il segreto del perfetto fundraiser capitolo due. Intervista a Marco Alberti

 

Non chiamatelo semplicemente Robin Hood, per noi Marco Alberti è più di un nobile giustiziere con tanto di arco e stivali. È più di un semplice bandito come vuole la leggenda, per noi è davvero il caposquadra dei Supereroi, ovvero il team da lui capitanato che correrà alla Milano Marathon domenica 7 aprile. Per il secondo anno ha deciso di mettersi in gioco, radunando forze, voluto condividere l’ennesima battaglia della nostra Onlus. Non sarà, dunque, un caso che con molta tenacia e passione, è riuscito insieme ai suoi fidati compagni a scavalcare l’obiettivo fissato delle donazioni. Sì per noi Matteo, Francesco, Marco e Stefano sono davvero dei Supereroi con tanto di super poteri.

 

 

Perché hai deciso di correre alla Milano Marathon per e con noi? 

Perché è una ottima opportunità aiutare tante famiglie e tanti bambini attraverso una comune passione che ci lega e ci diverte. È appagante sentirsi parte in prima persona di un progetto così nobile. E, inoltre, l’opportunità di collaborare con Una Mano Per ci fa sentire bene.

 

Avete raggiunto l’obiettivo di 1200 euro prima della fatidica data. Qual è il segreto del perfetto fundraiser? 

Credo che la cosa più importante sia crederci davvero e trasferire la propria convinzione a chi ti sta attorno. Le persone riconoscono quando un messaggio è autentico e si lasciano coinvolgono più facilmente. Quest’anno, in più, è stato più semplice perché chi conosce la Onlus, ha avuto modo di verificare come è stato investito il ricavato della raccolta dell’anno precedente.

 

Avete deciso di rilanciare: più soldi per la vostra squadra corrispondono a più ore di terapia per i nostri bambini. È facile sensibilizzare il proprio pubblico su un tale argomento?

È facile che i genitori comprendano quanto possa essere importante ciò per cui siamo in gioco; di conseguenza non è poi così difficile chiedere un loro contributo. La maggior parte dei soggetti a cui ho avuto modo di spiegare di persona l’obiettivo di questa iniziativa, non ha necessitato di alcun sollecito. Altri, incuriositi, mi hanno personalmente chiesto delucidazioni con l’obiettivo di maturare una sicurezza pre-donazione.

 

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