FREQUENZA SCOLASTICA E RICOVERI: LA SOLUZIONE? C’È

La vita dei nostri bambini complicati non è sempre lineare, spesso siamo costretti a staccarci dalla routine quotidiana per imbatterci in situazioni fuori dalla norma: ci capita, per esempio, di trascorrere del tempo, più del dovuto, in ospedale. Ciò comporta, oltre a staccarci dai ritmi di vita vissuta, di dover rinunciare anche ad alcuni diritti acquisiti come quello allo studio.

“Eppur (qualcosa) si muove”, per tirare in ballo il grande Galileo Galilei.  Costretto a sei lunghi anni di reclusione per aver affermato che la terra si muoveva, trovò conforto solo con il tempo: la sua teoria era vera.

Adesso, non è che pretendiamo di diventare i nuovi scienziati del XXI secolo, ma possiamo sperare che la nostra routine non venga stravolta.

Facciamo un esempio pratico per essere più chiari e diretti:  prendiamo Alex – nome di fantasia- lui è  uno dei nostri bimbi meravigliosamente complicati. Alex necessita di un recupero molto più lungo in ospedale, tutti i medici che lo seguono devono controllare i suoi parametri generali e assegnargli la giusta terapia per un rientro a casa il più tranquillo possibile.  

Se Alex si trova in un Ospedale come il Policlinico S. Matteo di Pavia dove in reparto è presente la scuola possiamo portare in classe il nostro bambino e richiedere il certificato di frequenza in modo che non perda il monte ore.  

Naturalmente, a questo punto, a tutti i genitori di bimbi con disabilità neuromotoria sorgerà spontanea una domanda: 

 “ Ma chi coordina l’atto educativo di mio figlio nella scuola in ospedale?” 

Come tutti sappiamo, a scuola i nostri bambini sono seguiti da uno staff formato da una maestra di classe, una di sostegno e un educatore.  Alex – prendendolo sempre come esempio –  potrà godere continuare a studiare anche quando ricoverato, ma in questo caso sarà il suo educatore a seguirlo. I suoi genitori dovranno chiedere al Comune di residenza di: coordinare l’accesso di questo all’interno della scuola dell’ospedale, la cooperativa per la quale l’educatore lavora e i due istituti scolastici, quello che Alex frequenta e quello a cui fa capo la scuola in ospedale.

In questo la maestra di classe e quella di sostegno non lo potranno seguire in prima persona ma potranno organizzarsi con l’educatore affinché la didattica venga portata avanti lontano dai banchi di scuola. Per fare questo l’ospedale dove Alex è ricoverato non dovrà essere troppo distante dal comune di residenza.

Per Ulteriori informazioni contattate i nostri “Tutor Sociali” 

Cinzia Cullacciati tel. 392 0066760 

Margherita Pizzorno tel. 346 3305269

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