Obiettivo raggiunto: il Parco Magico a Voghera porta a tutti un sorriso

Soltanto mercoledì scorso alla presenza del Sindaco di Voghera e della giunta abbiamo inaugurato il Parco Magico della nostra città. Anche i nostri bambini speciali potranno, da ora, usufruire di giochi pensati per loro

 

 

“I sogni son desideri di felicità”, così incomincia la famosa canzone dell’atrettanto famoso cartone  Cinderella, prodotto dalla Walt Disney, la cui prima versione risale al 1950. Mai passato di moda, l’ultimo remake è del 2002, narra le vicende della povera orfanella costretta dalla cattiva matrigna e dalle invidiose sorellastre a trascorrere le sue giornate fra ordini e rimproveri, spesso chiusa in una soffitta in compagnia dei suoi fedeli amici animali. In suo soccorso arriverà la fata turchina che con la sua bacchetta la condurrà alla festa del principe per liberarla da una vita infelice.

Cinderella ha creduto nei suoi sogni, proprio come noi. Con l’aiuto della giunta comunale, dei Clow della Corsia di Voghera e dell’ACOD siamo riusciti a costruite il parco giochi inclusivo. Tappa per tappa.

Prima di tutto abbiamo individuato il bisogno sociale, ovvero quello di riuscire a condividere un momento ludico in un parco pubblico per i bambini con ritardo neuromotorio. Passeggiare lontano dai spazi con giochi, è spesso consuetudine, questo per non creare delusione e frustrazione ai piccoli che hanno difficoltà ad accedere alle strutture.

In secondo luogo abbiamo avviato una raccolta fondi e una ricerca per la progettazione. A entrare in campo per primi i Clown di Corsia Voghera che in seguito hanno coinvolto noi e la ACOD. Sondate le nostre capacità economiche abbiamo presentato un bisogno sociale ben definito all’Amministrazione pubblica, partendo dai Lavori Pubblici per coinvolgere anche i Servizi Sociali. Loro sono stati il nostro tramite con il Primo Cittadino che nel momento di decidere come e in che modo appoggiare l’iniziativa aveva ben chiare le necessità e che appoggio avrebbero avuto dalle associazioni di settore. Quindi:

–> individuare un’area pertinente e investire una cifra per la sistemazione del fondo e la posa della pavimentazione.

–> Intraprendere una campagna di raccolta fondi che ci permettesse di effettuare la fornitura e posa dei giochi mantenendo uno stretto rapporto con le famiglie del territorio. Così da comprendere le esigenze dei bambini disabili e per esaudire i loro desideri, da permettergli di condividere gli spazi di gioco con i fratelli e gli amici normodotati.

La decisione del primo cittadino è stata quella di accettare un percorso condiviso e di permettere al suo staff di seguire i passaggi di progettazione e delibera di spesa, oltre che appoggiare le campagne di comunicazione e raccolta fondi intraprese dalle Onlus che hanno coinvolto tutta la città e i territori dell’Oltrepò Pavese.

 

Terzo passo individuare una ditta specializzata. In questo caso Legnolandia che ci ha permesso grazie alla sua flessibilità, data dalla struttura dell’azienda, di progettare e costruire i giochi, di adeguarli alla complessità dei bimbi residenti sul territorio che hanno patologie complesse che compromettono la sfera neuromotoria sempre con uno sguardo attento all’inclusione e quindi alla condivisione con altri bimbi.

Tutto questo fino a mercoledì scorso, quando finalmente il Parco Magico è stato inaugurato. A partecipare a questo grande evento, grandissimo, tantissimi cittadini di Voghera, tantissime famiglie del territorio, tutte le persone e le aziende che hanno collaborato alla raccolta fondi e l’Amministrazione Pubblica. Una festa che ha visto persone sentirsi orgogliose di aver contribuito a un cambiamento reale.

Ultimo e non meno importante, anche se non ci accontentiamo di un “vissero felici e contenti”, la voglia di continuare. La felicità negli occhi dei bambini sarà sicuramente il punto di partenza per capire e analizzare il nostro lavoro e perfezionarlo. Siamo pronti a metterci in discussione per individuare dove migliorare il nostro progetto e pensare a luoghi che necessitano di inclusione. Nella nostra testa ora suona la campanella della Biblioteca Comunale:  un settore dedicato alla CAA potrebbe dare la possibilità a molti bambini non verbali di viverla insieme ai loro coetanei.

 

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